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Bruno

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LE PERTICHE DI MALGA POF

Benvenuti a Malga Pof, azienda agricola a 1000 metri di altitudine nel comune di Pertica Bassa, nelle splendide Pertiche della Valle Sabbia. Qui Mauro e Tiziana hanno realizzato il sogno della loro vita: abbandonare i ritmi della vita frenetica tipica del nostro mondo per vivere in mezzo alle montagne, in un’oasi di silenzio e pace, secondo i ritmi della natura. Nel loro angolo di paradiso allevano capre di razza Camosciata delle Alpi dalle quali ricavano prezioso latte tutto l’anno.
La loro produzione a latte crudo viene lavorata nel rispetto della tradizione senza disprezzare, tuttavia, innovazione e sperimentazione nel trovare ogni giorno nuove tipologie di formaggio.
La loro storia ci ispira ogni giorno per continuare il nostro progetto di promozione e vendita di formaggi del territorio.

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Evento: Novanta giorni, diario di una stagione in alpeggio

“Novanta giorni: diario di una stagione in alpeggio” è il libro di FRANCESCO GUBERT nel quale racconta la storia vera di un’estate passata in montagna, di un viaggio fatto di sensazioni e di incontri, per imparare a resistere ma anche a saper cedere.

L’autore, classe 1984, laureato in scienze agrarie è Maestro Assaggiatore ONAF (Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Formaggio) e si occupa di malghe e di agricoltura montana nonché di comunicazione dei prodotti tipici della montagna Trentina.

🗓PROGRAMMA
Ore 18.00: Proiezione del video “VALPIANA una malga nel Lagorai” della libera Associazione Malghesi del Lagorai (durata circa 20 minuti)

Ore 18.30: Presentazione del libro moderata da Bruno Bossini di Zona Alpi

ore 19.00: 😋Apertura di una forma di formaggio di Malga del Trentino e degustazione. Possibilità di acquistare il libro in loco.

📍LUOGO
Cascina Parco Gallo, via Corfù 102, 25124 Brescia

📌PREZZO
€.5,00 a persona

📞È GRADITA LA PRENOTAZIONE tramite Zona Alpi al n. 346.6001220 o all’indirizzo mail zonaalpiformaggi@gmail.com

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LA CASERA CONSORTILE DEL NOSTRANO VALTROMPIA DOP

Il formaggio Nostrano Valtrompia Dop procede senza intoppi nel suo percorso di rilancio e di incremento della produzione mediante la sistemazione delle prime 300 forme di formaggio Dop nella Casera Consortile di Stagionatura recuperata nell’ex galleria mineraria di 100 metri della frazione Graticelle, nel comune di Bovegno in Alte valle Trompia.

In realtà si tratta di una galleria accessoria che serviva da stoccaggio alla “The Brescia Mining and Metallurgican Compani Limited”, una società inglese che verso la fine dell’ottocento si mise a cercare piombo argentifero in località Costarica sotto il Monte Muffetto.

Sotto la guida dell’ing. William Scott vennero recuperate vecchie gallerie e scavate delle nuove ma nel volgere di pochi anni la Brescia Mining cessò le attività per esaurimento dei filoni.

Anche se le sorti della miniera non sono state alquanto felici, la Casera di Stagionatura Consortile rappresenta un grande punto di partenza per lo sviluppo del prodotto attesa la sua vocazione turistica sulla quale andrebbe la pena investire sia in termini di marketing territoriale che di storytelling.

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Lasagne al pesto, mozzarella e stracciatella di Lodrino

Oggi vi proponiamo le Lasagne al pesto fatto in casa con mozzarella e stracciatella di Lodrino.

Le lasagne al pesto e formaggio sono un’alternativa gustosa e vegetariana alle classiche lasagne al Ragu.
Sono comode perché si possono preparare in anticipo e veloci da realizzare.

INGREDIENTI:
Sfoglia fresca per lasagne
Mozzarella
Stracciatella di Lodrino
Pesto

Per il Pesto fatto in casa:
80gr di basilico
40gr di parmigiano grattuggiato
40gr di pecorino romano
40gr di pinoli
150gr di olio di oliva extravergine
1 spicchio d’aglio
Sale qb

Preparazione:

Per prima cosa dedicatevi alla preparazione del pesto. Lavate le foglie di basilico e asciugatele bene.
Inserite nel boccale del Bimby, in un frullatore o in un mortaio il Parmigiano Reggiamo, il Pecorino, i Pinoli, lo spicchio d’aglio e il basilico.
Frullate per 30 secondi.

Aggiungete ora l’olio, un pizzico di sale e frullate fino ad ottenere un risultato cremoso.

Passiamo ora alle composizione delle lasagne.

Accendete il forno a 180°

Prendete una pirofila e stendete sul fondo qualche cucchiaio di pesto. Appoggiate sopra due sfoglie di lasagne.
Iniziate ora disponendo uno strato di pesto, formaggi e parmigiano.

Passate al secondo strato di pasta con lo stesso procedimento.
A seconda dei vostri gusti potete decidere se fare 3 o 4 strati ricordando di cospargere per bene di Parmigiano l’ultimo strato.

Infornate a 180° per ca. 30 minuti. Alzate la temperatura a 200° con grill per 5 minuti, in modo che si formi una bella crosticina.

Buon Appetito!

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ALL’ALPE DI ZERMA IL PARADISO È DI CASA

Arrivati a Bovegno bisogna prendere la strada che porta verso i Prati Magri e poi, poco dopo l’inizio della sterrata bisogna girare a sinistra verso la località S. Andrea. Solo così potrete arrivare all’Alpe di Zerma.

In questo luogo situato a quota 1100 m. slm, sopra l’abitato di Bovegno, pare di stare in paradiso e la panoramica di cui si può godere spazia sia verso valle che verso il Maniva. Qui troverete Angelo e Valeria con i loro figli Emanuele, Aurora, Aronne e Davide. Se vi capita di essere da queste parti spingetevi sino all’Alpe e state attenti perché potreste essere invitati a rimanere per il pranzo. Infatti Valeria e Angelo sono decisamente cordiali e vi sapranno mettere a proprio agio. Se siete proprio fortunati potreste essere accolti dalla melodia del violino suonato da Valeria.
Dimenticavo. Accanto alla baita vi è poi il caseificio e poco più sotto la stalla dove vengono allevate una quarantina di capre camosciate e una decine di vacche brune. Dalla mungitura del bestiame ricavano latte che trasformano in robiole, formaggelle e dolcissime ricotte.

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AZD. AGRICOLA ESTER PATERLINI: 18 anni in Malga Vaia

L’Alpe Vaia si configura come un caratteristico alpeggio di montagna con pascoli circondati da foreste nella parte bassa (1500 m).
La parte alta (2200 m) è caratterizzata da praterie alpine all’interno di un’ampia conca glaciale nel bacino del torrente Vaia (destra orografica della Val Caffaro) con ontaneti sui versanti, formazioni sparse di rododendri e presenze sporadiche di abeti e larici.
Foreste di abete rosso, abete bianco e faggio nelle basse quote.
La conca pascoliva è resa suggestiva dalla presenza di un laghetto ove è possibile esercitare la pesca sportiva.
L’alpeggio conta diversi fabbricati alcuni dei quali ristrutturati e gestiti in convenzione dall’Az. Agr. Ester Paterlini di Collio VT che a Vaia di Mezzo (1851 m. slm.) porta avanti anche una foresteria con ristoro.
In questo splendido luogo la famiglia Paterlini produce il formaggio Alpe Vaia e il burro di panna cruda da affioramento.
Il formaggio Alpe Vaia è un formaggio semigrasso a pasta extradura. prodotto con latte crudo e una piccola aggiunta di zafferano solo nel periodo estivo, da Giugno a Settembre, quando le vacche sono in alpeggio.

Attorno all’Alpe di Vaia e all’omonimo laghetto alpino ruota una misteriosa leggenda: C’erano una volta un malghese e un pastore. Come ogni estate, e come ancora oggi succede, anche quell’anno erano saliti con le loro mandrie al laghetto di “Vaia” per la stagione dell’alpeggio. Tra i due, tuttavia, non correva buon sangue e spesso si erano accusati reciprocamente di non saper badare al proprio bestiame: pecore e capre, è noto, non guardano molto i confini segnati dall’uomo e non di rado capitava che le bestie dell’uno o dell’altro invadessero i pascoli altrui. Un certo giorno i due iniziarono a discutere animatamente su chi fosse il migliore nel proprio lavoro. Si sa come vanno queste cose: una parola tira l’altra e, prima di rendersene conto, i due avevano già fatto una scommessa. Il malghese aveva iniziato dicendo al pastore: “Scommetti che riesco ad attraversare il lago dentro una mastella ”; il pastore aveva risposto al malghese: “Se ci riesci tu, ci riesco anch’io!” e tutti e due avevano infine esclamato: “Qua la mano… Scommettiamo!”. In men che non si dica, presi dalla foga del momento, i due stabilirono che il vincitore si sarebbe tenuto tutti i capi della mandria altrui, oltre ovviamente ai propri. Entrambi si resero immediatamente conto di quanto la scommessa fosse stupida, ma da veri montanari, erano troppo orgogliosi e cocciuti per ammetterlo. La prova sarebbe stata fatta comunque e così tirarono a sorte per vedere chi avrebbe dovuto tentare l’impresa per primo. Vinse il pastore. A proposito, la “mastella” è uno di quei recipienti che i casari utilizzano per far depositare il latte ed affiorare la panna: una sorta di grossa padella di legno, non molto piccola ma nemmeno tanto grande. Di sicuro, però, non certo delle dimensioni di una barca. All’inizio la navigazione sembrò andare bene, ma quando fu circa al centro del laghetto il pastore si sporse troppo da un lato e la mastella si riempì d’acqua, affondando in un baleno. Il malghese osservava con orrore il suo rivale cadere a capofitto nel lago ma, non sapendo nuotare, non poté aiutarlo. “Del resto – pensò – una scommessa è una scommessa…” e senza ulteriori indugi andò a prendere le pecore che ormai erano rimaste senza più padrone. Il giorno dopo il malghese si recò sui prati a far pascolare il bestiame, pecore e mucche, quando improvvisamente vide tra l’erba folta sulle sponde del lago un qualche cosa che lo terrorizzò. Era un teschio umano. Una volta ripreso, si avvicinò al cranio e gli sferrò con rabbia un forte calcio, ributtandolo in mezzo al laghetto. Il giorno dopo il malghese andò di nuovo al laghetto con la sua mandria e per la seconda volta trovò il teschio fuori dal lago. Nuovamente, lo rilanciò con rabbia tra le acque. La vicenda si ripeté anche il giorno successivo: il malghese andò al laghetto con la sua mandria, per la terza volta trovò il teschio fuori dall’acqua ed anche stavolta lo ributtò nel laghetto con un calcio.
Il malghese aveva però capito che quel teschio apparteneva al pastore affogato e quella notte, afflitto dai sensi di colpa, giurò che non avrebbe mai più fatto scommesse stupide in vita sua e che avrebbe invece costruito una cappella dove depositare il cranio dello sfortunato concorrente. Non solo: ogni giorno gli avrebbe portato fiori freschi e si sarebbe fermato a recitare una preghiera. Bisogna dire che quel malghese mantenne la parola. Il giorno dopo si mise al lavoro e, ancora oggi, è possibile vedere la piccola santella da lui costruita in località “Crapa di Vaia”.

Se guardate bene, sotto l’affresco che rappresenta la Vergine con San Rocco e San Fermo, potrete ancora vedere il teschio del povero pastore che lì riposa da quel giorno.

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Rassegna della Bruna Valtrumplina

Un clima di festa ed allegria, un legame con il territorio e la Valle che si respira ad ogni attimo: questa è la Rassegna della Bruna Valtrumplina che ogni anno si svolge in Alta Valle Trompia. Nell’occasione la zootecnica di eccellenza celebra l’agroalimentare d’autore e in particolare viene messa in evidenza l’attitudine della razza «Bruna Valtrumplina» per la produzione del formaggio Nostrano Valtrompia DOP. Attualmente sul territorio si contano all’incirca 1.200 capi di questa varietà bovina, e una produzione di NVT DOP, ancora di nicchia, con circa 1500 forme commercializzate con un peso tra 8 e 18 chili. Come sempre, a fianco dei bovini, c’è spazio anche per l’esposizione delle razze caprine presenti in Valle Trompia a corollario di una festa della tradizione adatta a grandi e piccini.

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GUALBERTO MARTINI: l’artigiano del formaggio di capra

Una volta arrivati ad Artogne paese, bisogna affrontare una stradina stretta e lunga qualche chilometro prima di arrivare da Gualberto.
L’azienda Le Frise è nata nel 1982 e nel corso degli anni l’attività si è sempre più caratterizzata verso la produzione di formaggi caprini prodotti con latte di sole capre “Bionde dell’Adamello”, sposando in tal modo il progetto del Parco dell’Adamello per il recupero della suddetta razza autoctona e tipica della Valle Camonica.
Gualberto è altresì impegnato anche nella valorizzazione del formaggio Fatulì, un formaggio caprino, Presidio Slow Food, che presenta uno scalzo di circa 4-5 centimetri e una forma circolare del diametro di circa 10-12 centimetri. La sua caratteristica principale è l’affumicatura ottenuta bruciando rami e bacche di ginepro.

Da oltre trent’anni Gualberto si spende per dare alle proprie capre una alimentazione sana e naturale.
Ci racconta che “La qualità del latte dipende dalla razione alimentare, dalla qualità dei foraggi e dei cereali, dalla pulizia della lettiera sulla quale sostano le capre in stalla, dalla corretta mungitura e dall’igiene delle attrezzature e dei locali di trasformazione . In relazione ai cibi che la capra assume, nel suo rumine si crea una determinata acidità: a differenti gradi di acidità si sviluppano diversi ceppi batterici. È il metabolismo dei batteri, insieme agli aromi naturali contenuti negli alimenti, che caratterizza il sapore del latte. In fase di mungitura il latte viene poi “contaminato” da batteri lattici ambientali che a loro volta contribuiranno a caratterizzare il gusto del formaggio”.
L’applicazione di diverse tecnologie di trasformazione, l’uso di muffe selezionate, affinamenti particolari, consentono poi a Gualberto di produrre numerose varietà di formaggi: caprino fresco naturale od aromatizzato, stagionati naturali, affinati sotto la cenere, affinati in foglie di castagno o di fico, creme a crosta fiorita, robiole naturali a crosta fiorita o a crosta lavata, , erborinato di capra, formaggelle fresche e stagionate, il Fatulì affumicato.

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AZIENDA AGRICOLA PRESTELLO: LA VALLE CAMONICA DEL SILTER DOP e DEL FATULI’

L’azienda Agricola Prestello di Bontempi Barbara è attiva nell’allevamento delle capre di razza “bionda dell’Adamello” e di vacche di razza “bruna”.
E’ ubicata in Valle Camonica in località Prestello di Prestine, nel comune di Bienno.
Arrivati a Bienno, conosciuto come uno dei “Borghi più belli d’Italia” si sale verso l’abitato di Prestine, fino ad arrivare alla valle di Prestello.
L’azienda agricola si trova in una zona un po’ isolata contornata dal verde delle montagne della Valgrigna.
Le capre e le vacche, nella stagione estiva salgono a Malga Arcina verso il Passo Crocedomini mentre in inverno rimangono stanziali in stalla a Prestine.
L’azienda ha vinto più volte premi in svariati concorsi zootecnici e caseari a riconoscimento della professionalità e capacità nell’allevamento e nella lavorazione del latte, maturata da tutta la famiglia composta da mamma Barbara, papà Stefano, e le figlie Jessica e Ylenia.
L’azienda produce formaggi vaccini come il Silter DOP e il Casolet ma anche e soprattutto il rinomato Fatulì Presidio Slow Food prodotto con latte di capra di razza Bionda dell’Adamello.

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AMERIGO RICHIEDEI: NUOVA LINFA PER IL CASEIFICIO DI PEZZAZE

Grazie alle capacità ed alla testardaggine di Amerigo Richiedei, allevatore , produttore e stagionatore locale, ha riaperto le porte a Maggio del 2016, il caseificio comunale di Pezzaze, chiuso alla fine del 2015.
Amerigo è proprietario di circa cento vacche che passano i mesi invernali presso la Cascina al Monte, in località Coppi di Pezzaze e i quattro estivi in alpeggio a malga Prato Nuovo, quella che si distende dalla strada fino al crinale poco prima del Colle di San Zeno. Qui le vacche trovano erba buona, ricca di mille aromi che poi si trasferiscono al latte e poi al formaggio. Nelle vicine malghe Valle dei Faggi e Gandina stanno invece i vitelli e manzette.

L’arrivo di Americo è l’ultimo di una serie tormentata che ha visto passare per il Caseificio esperienze non troppo edificanti, ma questa volta sembra che ci sia la volontà di fare bene.
Amerigo è produttore esperto e da molti anni produce in proprio una quantità di latte che giustifica l’attività del caseificio: infatti vengono lavorati a regime circa 10 quintali al giorno per una produzione di qualità. Inoltre la filiera è tutte nelle sue mani essendo esso stesso allevatore, produttore, stagionatore e commerciante presso lo spaccio del caseificio.

I prodotti caseari propostati vanno dallo Stagionato, alla formaggella, passando per la ricotta e lo yogurt.
Menzione particolare va riconosciuta alla Robiola di Pezzaze, uno stracchino fresco, poco stagionato, come quello di una volta dal gusto decisamente burroso.