ALPICULTURA

150 150 Bruno

LA CASERA CONSORTILE DEL NOSTRANO VALTROMPIA DOP

Il formaggio Nostrano Valtrompia Dop procede senza intoppi nel suo percorso di rilancio e di incremento della produzione mediante la sistemazione delle prime 300 forme di formaggio Dop nella Casera Consortile di Stagionatura recuperata nell’ex galleria mineraria di 100 metri della frazione Graticelle, nel comune di Bovegno in Alte valle Trompia.

In realtà si tratta di una galleria accessoria che serviva da stoccaggio alla “The Brescia Mining and Metallurgican Compani Limited”, una società inglese che verso la fine dell’ottocento si mise a cercare piombo argentifero in località Costarica sotto il Monte Muffetto.

Sotto la guida dell’ing. William Scott vennero recuperate vecchie gallerie e scavate delle nuove ma nel volgere di pochi anni la Brescia Mining cessò le attività per esaurimento dei filoni.

Anche se le sorti della miniera non sono state alquanto felici, la Casera di Stagionatura Consortile rappresenta un grande punto di partenza per lo sviluppo del prodotto attesa la sua vocazione turistica sulla quale andrebbe la pena investire sia in termini di marketing territoriale che di storytelling.

150 150 Bruno

ALL’ALPE DI ZERMA IL PARADISO È DI CASA

Arrivati a Bovegno bisogna prendere la strada che porta verso i Prati Magri e poi, poco dopo l’inizio della sterrata bisogna girare a sinistra verso la località S. Andrea. Solo così potrete arrivare all’Alpe di Zerma.

In questo luogo situato a quota 1100 m. slm, sopra l’abitato di Bovegno, pare di stare in paradiso e la panoramica di cui si può godere spazia sia verso valle che verso il Maniva. Qui troverete Angelo e Valeria con i loro figli Emanuele, Aurora, Aronne e Davide. Se vi capita di essere da queste parti spingetevi sino all’Alpe e state attenti perché potreste essere invitati a rimanere per il pranzo. Infatti Valeria e Angelo sono decisamente cordiali e vi sapranno mettere a proprio agio. Se siete proprio fortunati potreste essere accolti dalla melodia del violino suonato da Valeria.
Dimenticavo. Accanto alla baita vi è poi il caseificio e poco più sotto la stalla dove vengono allevate una quarantina di capre camosciate e una decine di vacche brune. Dalla mungitura del bestiame ricavano latte che trasformano in robiole, formaggelle e dolcissime ricotte.

525 700 Bruno

GABRIELE FRANCINELLI: una laurea in zootecnia al servizio dell’allevamento caprino in montagna.

L’Azienda Agricola Francinelli Gabriele insiste su circa 30 ettari di prati e boschi, ed è situata in comune di Vallio Terme, lungo la strada provinciale che collega la città di Brescia con la Valle Sabbia. L’Azienda, a conduzione famigliare, è nata di recente grazie all’entusiasmo e alla passione di Gabriele, giovane laureato nel settore zootecnico, che ha saputo mettersi in gioco e realizzare il suo sogno.
L’attività principale è l’allevamento delle capre di razza Camosciata delle Alpi, con una piccola rappresentanza anche di capre Saanen. Inoltre, vengono allevati suini, tre vacche ed animali da cortile.
Il gregge di capre viene alimentato essenzialmente grazie alla produzione dei terreni nella disponibilità dell’Azienda; quando la stagione lo consente, le capre si alimentano direttamente al pascolo.
Nel piccolo caseificio aziendale, si produce soprattutto la formagella, ma anche caprini freschi e uno stagionato di capra molto gustoso. Dal siero rimasto dalla caseificazione di questi prodotti viene prodotta la ricotta.
Per i formaggi semi-stagionati come la formaggella e per quelli stagionati il latte viene scaldato a circa 36 gradi e la cagliata ottenuta viene rotta a chicco di riso. Una volta asciugati e salati a secco, vengono trasferiti nei locali di stagionatura per la maturazione, che durerà circa 2/3 mesi per la formaggella e 8/10 per lo stagionato.

I caprini freschi, invece, sono ottenuti dalla mediante coagulazione lattica. La lavorazione dura all’incirca 48 ore e, una volta posti negli stampini di formatura, sono pronti alla vendita.
Viene altresì prodotto lo yogurt che viene venduto perlopiù al naturale.

 

150 150 Bruno

I MAGGENGHI O PRATI MONTANI

Il maggengo è quell’area intermedia di pascolo del bestiame  tra il villaggio di fondovalle e la sede estiva  d’alpeggio in alta quota. Sui maggenghi o prati montani  il bestiame pascola nel periodo primaverile e in quello autunnale ossia prima di salire all’alpe e prima scendere in pianura.

Prati da sfalcio nei pressi di Brione (BS)

Prati da sfalcio nei pressi di Brione (BS)

  La funzione pricncipale dei maggenghi è quella di essere fonti di produzione di foraggio utilizzato gran parte in loco e, in minima parte, per essere trasportato nella cascina di fondovalle come scorta per l’inverno.

Maggengo in pendenza nei pressi di Brione (BS)

Maggengo in pendenza nei pressi di Brione (BS)

Questi prati montani hanno come caratteristica comune quella di essere gestiti con tecniche estensive e tradizionali costituite da periodici sfalci e concimati mediante lo spargimento del letame.

Letame animale

Letame animale

Infatti, per contrastare l’azione lisciviante prodotta dall’acqua dei temporali – che tende a deupauperare il terreno da alcuni importanti elementi della sua fertilità – bisogna procedere con  l’apporto di materiale concimante. La conservazione e il miglioramento del prato è, dunque, in stretta relazione con la regolare distribuzione delle deiezioni animali.

L’utilizzo del letame per concimare i prati  garantisce quindi una buona produzione di foraggio per l’anno successivo (un taglio o due all’anno, e un po’ di pascolo in settembre). La concimazione avviene attraverso la pratica dello smandramento ossia sull’appezzamento di prato  già pascolato si lascia pernottare la mandria ovvero, durante il periodo invernale, si porta il letame con i carri o carriole  ammassandolo dapprima sul maggengo per poi distribuirlo manualmente con la forca in modo uniforme.

 A tal fine i maggenghi sono spesso collegati ai luoghi abitati da sentieri abbastanza larghi (molti sono ancora visibili e agevolmente praticabili) tali da consentire il passaggio dei carri per la raccolta del fieno e per la concimazione.

Maggengo in pendenza nei pressi di Brione (BS)

Maggengo in pendenza nei pressi di Brione (BS)

Oggi, però, i maggenghi sono stati quasi ovunque abbandonati a causa del progressivo disinteresse verso le attività agricole di collina e montagna. Si assiste infatti ad una progressiva diminuizione delle superfici occupate dai maggenghi in favore del bosco. Le cause di questo fenomeno sono da ricercarsi principalmente nell’abbandono delle colture montane che consentivano di creare spazi atti alla produzione foraggera (prati e pascoli), all’attività produttiva (vigneti e frutteti) e all’attività di caccia (radure dei capanni).  Così facendo si è innescato un processo di inarbustamento della cotica erbosa preludio al ritorno del bosco.

Utili interventi alla salvaguardia e all’incremento della biodiversità degli spazi aperti di collina e montagna vanno, pertanto,  individuati nel ripristino della tecniche culturali tradizionali dei prati stabili, nel contenimento dell’avanzata del bosco, nel mantenimento dei capanni e dei roccoli.  Per fare ciò una strada percorribile potrebbe essere quella di far collaborare gli Enti Pubblici con i proprietari privati attraverso la previsione di premi incentivanti che sostengano economicamente chi si adoperi in tal senso.

150 150 Bruno

FORUM ALPINUM 2014: LE RISORSE DELLE ALPI

2014-06-17 13_39_36-Forum Alpinum 2014 _ Use, valorisation and management from local to macro-region

Forum Alpinum 2014 è il congresso internazionale sulla ricerca nelle Alpi organizzato ogni 4 anni da ISCAR (International Scientific Commettee for Research in the Alps).
Quest’anno l’evento di portata mondiale si terrà nella cittadina di Darfo Boario Terme in Valle Camonica (Lombardia), dal 17 al 19 di Settembre, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri (Dipartimento per gli Affari regionali le Autonomie e lo Sport), della Regione Lombardia, del Comune di Darfo Boario Terme e dell’Università della Montagna http://unimontagna.it sede di Edolo.
Questa sarà l’undicesima edizione e verterà principalmente sulla valorizzazione, utilizzo e gestione delle risorse alpine. In particolare si discuterà in ordine all’elaborazione di una strategia comune su base macroregionale per la tutela e la valorizzazione del grande potenziale che la regione alpina è in grado di offrire.
Il tema principale sarà “Le risorse delle Alpi” e verrà sviluppato in quattro sessioni:
* Brand alpino;
* Uso delle risorse alpine: dal passato al presente;
* Uso delle risorse alpine: dal presente al futuro;
* La gestione delle risorse alpine: modelli di governance e sostenibilità;

L’obbiettivo del forum è quello di far incontrare e dialogare il mondo della ricerca con il mondo politico/istituzionale con l’intento di favorire la creazione di un network internazionale che operi concretamente per la valorizzazione del territorio alpino.
Tanto detto, ad un anno dall’expo, il forum rappresenta un momento di riflessione importante sul ruolo della Regione Alpina sia in termini di attrattiva turistica che di modello di sviluppo sostenibile di forme alternative di agricoltura e di allevamento.

http://forumalpinum.org/en/